sabato, giugno 16, 2007

Che carini.. pensano sempre a noi ...
Grazie..



FranceschinoPower

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martedì, marzo 06, 2007

Costi di ricarica, dietrofront di Wind

L'Authority chiede all'azienda dell'Arancia e a Vodafone alcuni chiarimenti in merito alle nuove condizioni entrate in vigore con il pacchetto Bersani. E Wind si allinea a quanto richiesto dai consumatori


Roma - Non sono passate inosservate le nuove condizioni e le offerte tariffarie che Wind e Vodafone hanno deciso di praticare in conseguenza all'entrata in vigore del pacchetto Bersani. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha infatti chiesto ai due operatori "chiarimenti urgenti" in merito all'offerta in vigore in questo periodo.

La questione è emersa la scorsa settimana e non suscita meraviglia il fatto che, a sollevare il polverone, si sia posta in pole position Generazione Attiva, l'associazione presieduta da Andrea D'Ambra: dall'offerta presentata da Wind, si evinceva che l'operatore - ai vecchi clienti che non passassero ai nuovi piani tariffari - intendeva continuare ad applicare i costi di ricarica sulle schede prepagate di importo inferiore ai 50 euro. Nella serata di ieri si è però appreso, da una nota aziendale, che l'abolizione del costo fisso per la ricarica dei telefonini sarà valida per tutti i clienti, vecchi e nuovi.

"In relazione all'art. 1 comma 1 del d.l. n. 7/2007 - scrive l'azienda - Wind informa che, a seguito delle comunicazioni trasmesse dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall'Autorità delle Comunicazioni, rispettivamente in data 2 e 5 marzo 2007, non applicherà i contributi di ricarica ai contratti in essere alla data del 4 marzo 2007". Nella nota, l'operatore ha sottolineato "che questo provvedimento non potrà non avere impatti negativi sugli assetti concorrenziali del settore".

La decisione di Wind è peraltro in linea con le dichiarazioni rilasciate dal dicastero che fa capo a Pierluigi Bersani, che ieri ha diffuso una nota in cui ha osservato: "Oggi migliaia di cittadini hanno ricaricato il cellulare senza pagare i costi fissi grazie alla norma del decreto legge sulle liberalizzazioni entrata in vigore oggi. Una norma che non può che essere riferita a tutti i clienti attuali secondo i loro piani tariffari". Il Ministero fornisce quindi quella che in diritto viene definita interpretazione autentica quando afferma che "subordinare l'eliminazione del costo fisso al passaggio ad un nuovo profilo tariffario per coloro che acquistano carte prepagate al di sotto di 50 euro non sia in linea con la volontà del legislatore".

Al vaglio dell'Authority rimane l'offerta di Vodafone che invece consente, come richiesto dal decreto, il recupero del credito residuo legato ad una SIM scaduta (o per la quale il cliente esercita il diritto di recesso). Tuttavia, per ottenerlo, l'utente deve corrispondere all'operatore un contributo pari a 8 euro. Vodafone, a Punto Informatico, ha anticipato ieri la propria posizione spiegando che "il contributo di 8 euro copre solo parzialmente le spese vive per la gestione del recesso e l'invio del rimborso".

Non è mancato, nei confronti di Agcom, il plauso delle associazioni dei consumatori. Ma Altroconsumo, oltre a definire "discutibile" l'iniziativa di Vodafone, segnala l'allineamento del costo dei messaggi SMS, salito a 15 centesimi di euro nelle offerte di tre operatori su quattro, commentando: "È oramai evidente: la questione delle ricariche doveva essere affrontata dall'Autorità Antitrust e dall'AGCOM con una sanzione efficace, non con un decreto. Per Altroconsumo per superare la situazione attuale è necessario consentire l'ingresso anche in Italia degli operatori virtuali, l'unico modo che consentirebbe di introdurre più concorrenza sul mercato".

Ma se gli operatori sono sotto accusa, anche su Agcom si accendo i riflettori, quelli della Commissione Europea: come riferito da HelpConsumatori, la Commissione avrebbe espresso alcune perplessità sul provvedimento che abolisce i costi di ricarica. Non sulla sua opportunità, ma sotto il profilo delle "competenze" e "dell'applicazione" della legge: "Abbiamo sollevato alcune questioni procedurali sull'indipendenza dell'Autorità per le Comunicazioni in merito alla messa a punto della legge - ha dichiarato Martin Selmayr, portavoce del commissario europeo per la società dell'informazione e i media Viviane Reding - La Commissaria Reding condivide con il governo italiano l'obiettivo di proteggere meglio i consumatori, ma restiamo in contatto con le autorità italiane con le quali stiamo ancora discutendo la questione".

Il decreto Bersani, come noto, ha battuto sul tempo Agcom, che proprio in materia di costi di ricarica aveva promesso la promulgazione di un provvedimento regolatorio, attraverso una delibera che avrebbe potuto rappresentare la naturale conseguenza dell'inchiesta condotta con l'Antitrust, il cui esito è stato pubblicato nello scorso novembre.

Ad Agcom è rimasto, in ogni caso, il compito istituzionale di vigilare sull'operato delle compagnie telefoniche. Compito a cui l'Authority si è attenuta all'atto della pubblicazione del decreto Bersani: "Per evitare che vi fosse un trasferimento automatico dei costi di ricarica sui piani tariffari - ha riferito a il Messaggero il commissario Roberto Napoli - abbiamo chiesto ai nostri nuclei di Guardia di Finanza e Polizia postale di rilevare tutte le offerte degli operatori prima del 4 marzo. Le raffronteremo con le nuove comunicazioni che dobbiamo ricevere via internet in modo da garantire un confronto trasparente sui prezzi".

Ed è proprio all'insegna della trasparenza che l'Authority ha deliberato, tra le modalità attuative del Decreto, l'obbligo per gli operatori di mettersi in regola fin da subito esprimendo con chiarezza tutte le condizioni tariffarie per permettere agli utenti il confronto dei prezzi.

Alla luce di questi presupposti, il ministro Bersani ritiene comunque infondate le perplessità degli utenti: "Il timore che con una strategia tariffaria si compensi quello che si è perso con le ricariche è infondato perché le nuove offerte saranno messe in concorrenza tra di loro".

Punto Informatico

FranceschinoPower

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venerdì, febbraio 16, 2007

5 minuti per il Pianeta

Torna l'iniziativa ambientale oggi in tutta Italia e non solo..
Oggi dalle 18:00 verranno spenti tutti i monumenti mentre dalle 19:50 alle 20:00 andremo in scena noi abitanti del nostro bellissimo pianeta spegnendo le luci per 5 minuti appunto..

Siamo tutti invitati a partecipare Naturalmente.


FrancescinoPower x l'ambiente

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martedì, febbraio 13, 2007

Le Iene mordono Windows Vista


La trasmissione televisiva Le Iene di Italia ha intervistato dietro le quinte Fabrizio Albergati, Responsabile Windows Business Group di Microsoft Italia sull'uscita del nuovo OS di microsoft:Vista.

La sua interVista è qui.

Le interviste delle Iene giocano molto col montaggio,prendete quindi il tutto come un momento di divertimento, come si addice alla trasmissione, non certo come una guida formale alla scelta di un sistema operativo.(Occhio alle baggianate che dice sulla pirateria). Vale comunque la pena di notare alcuni spunti dell'intervista di Albergati:

  • Dice che Vista costa "esattamente gli stessi soldi" di XP, che costava "249 euro nella versione Professional". 249 euro è il prezzo di XP con licenza Full (non preinstallato e non upgrade). Ma sul sito Microsoft, Vista ha una gamma di prezzi, per le versioni full, che varia da 217 euro (261 euro IVA inclusa) per la Basic a ben 475 euro (570 euro IVA inclusa) per la Ultimate (fonte). E' una bella differenza.

  • A proposito dei 99 euro della versione Academic proposta come soluzione a basso costo, va detto che si tratta di una licenza sottoscritta dalle scuole. Forse Albergati si riferiva alla licenza per studenti: in tal caso, va ricordato che scade quando non si è più studenti.

  • E' molto interessante il dato sui PC attualmente in grado di far funzionare Vista: Albergati dichiara il 66%, ma è un dato riferito alla versione "leggera" di Vista (quella senza gli abbellimenti grafici che vedete nelle pubblicità): la versione completa di abbellimenti (Aero) è gestibile dal 22% degli attuali PC.

  • Albergati dichiara che sviluppare Vista è costato dieci miliardi di dollari.

  • Il numero alto e confusionario di versioni è dovuto a "richieste di mercato". Si vede che il mercato al quale si rivolge Mac OS X (una versione sola, full optional) è davvero differente.
Clicca qui per vedere il video


FranceschinoPower

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Occhio alla truffa: rubare le password di MSN. Ma a chi?

Sta circolando un e-mail che propone "l'unico metodo reale e funzionante per trovare le password dell'email di qualsiasi utente Microsoft, Hotmail, MSN o Yahoo".


Il metodo, stando all'e-mail, è semplicissimo: si compone un messaggio che ha come destinatario un indirizzo del tipo pwd_023staff_tecnico@hotmail.it e come titolo "Lost password". Nel corpo del messaggio scrivete il vostro indirizzo di e-mail; poi lasciate una riga vuota e scrivete la password del vostro indirizzo; infine lasciate una riga vuota e poi scrivete l'indirizzo di e-mail di cui volete scoprire la password.

L'e-mail spiega che "questo è l'unico metodo attualmente funzionante per scoprire le passwords. Il metodo funziona perché il risponditore automatico del server si illude che tu sia membro dello staff, perché solo loro conoscono il modo in cui deve essere compilato il messagio [sic] di richiesta password. La vulnerabilità colpisce anche il server di yahoo, in quanto anch'esso è basato sullo stesso sistema. Questo è il miglior sistema per fregare il server, esistono altri metodi, ma nn [sic] tutti funzionano, e i pochi che funzionano rispondono al messaggio inviando la password molto in ritardo, mentre con questo avrete la sicurezza di ricevere una risposta immediata o quasi".

Riporto per intero il prolisso spiegone perché è una parte importante del messaggio: ma non nel senso che potreste credere. Si tratta infatti di una trappola. La password che viene rubata, infatti, è la vostra. La lunghezza delle istruzioni serve a mascherare il fatto che vi viene chiesto di mandare la vostra password e il vostro indirizzo di e-mail all'indirizzo indicato nelle istruzioni. Un dettaglio che nell'esaltazione prodotta dall'idea di poter fare gli spioni e nella confusione prodotta dalla prolissità del messaggio puo' sfuggire.

Diffidate, quindi, di qualsiasi messaggio che vi spieghi metodi di questo genere: finireste vittima della vostra disonestà.

Ecco perchè il sottoscritto usa Skype e iChat

FranceschinoPower

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lunedì, febbraio 12, 2007

Costi di ricarica, si precipita verso il rinvio... Ma dai...
Siamo in Italia è normale..

Si parla di rinvio dei termini dell'entrata in vigore del provvedimento che abolisce il balzello sulle ricariche e la scadenza del credito prepagato. I consumatori insorgono e accusano: sarebbe una truffa insopportabile

Come era prevedibile, si sta sollevando una bufera intorno ad un possibile rinvio del termine previsto dal pacchetto Bersani per l'abolizione dei costi di ricarica. Gli operatori, infatti, potrebbero beneficiare di una moratoria.

Il decreto legge che vieta "l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate (...) nonché la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato" stabilisce: "Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto". Nulla vieterebbe, quindi, un adeguamento da parte degli operatori anche prima di tale termine, ma ciò che conta è la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che è avvenuta il giorno 1 febbraio: ne consegue che i 30 giorni scadono il 3 marzo ed è pertanto entro tale data che le offerte di ogni compagnia telefonica dovrebbero essere libere da costi di ricarica e scadenze di validità delle SIM.

Il condizionale è diventato d'obbligo in seguito alle voci che circolano da alcuni giorni: si parla di uno slittamento della scadenza, che potrebbe essere di 15 giorni, ma anche - come riferisce La Stampa - addirittura di quattro mesi, una variazione che implica l'adozione di un emendamento alla norma a cui starebbero lavorando alcuni esponenti della maggioranza. La variazione sarebbe motivata da difficoltà tecniche, evidenziate dagli operatori, nell'adeguamento dell'offerta e tra i motivi addotti dalle compagnie c'è la possibile presenza nella rete commerciale di carte prepagate tarate col vecchio meccanismo.

Contro un rinvio si esprime Adusbef, che sull'eventualità dello slittamento delle scadenze afferma "Sarebbe un vero e proprio misfatto". "Le compagnie telefoniche devono adeguarsi al Decreto Bersani e devono farlo subito - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - nessun rinvio deve essere loro concesso, poiché anche una sola settimana di slittamento comporterebbe un ingente danno economico agli utenti, per anni sottoposti a questo odioso balzello. In caso di rinvio - conclude Rienzi - gli unici a rimetterci sarebbero i consumatori, a tutto vantaggio dei già ricchi gestori telefonici". Anche Beppe Grillo interviene sulla faccenda del rinvio in un post dove si parla di "ministri in ostaggio" e si vorrebbe sapere chi li tiene in ostaggio ("Chi regala un semestre bianco alle compagnie telefoniche spostando i tempi dell'abolizione dei costi di ricarica?").

Sulle stesse corde l'onorevole Raiti (Italia dei Valori): "È inammissibile - dichiara - che si debba pensare prima agli operatori del settore e in secondo ordine ai cittadini. Anche solo l'idea è paradossale: che difficoltà tecniche siano causa di un rinvio. Sarebbe un grave errore posticipare l'entrata in vigore della misura che, all'interno del decreto Bersani, prevede l'abolizione dei costi di ricarica dei telefoni cellulari. I tempi sono più che maturi per eliminare un orpello medievale qual è l'assurda tassa in discussione, che danneggia tutti i cittadini, penalizzando ancora di più quelli con credito medio-basso. Credo si debba fare in modo che gli operatori adeguino i meccanismi al più presto - considera il deputato - Le loro difficoltà tecniche non possono essere messe davanti alle esigenze di chi ha già pagato fin troppo per un'anomalia tutta italiana".

L'on. Raiti pronuncia le stesse parole che Andrea D'Ambra aveva utilizzato lo scorso anno nel lancio della petizione contro i costi di ricarica. D'Ambra, oggi presidente dell'associazione Generazione Attiva commenta così le voci sulla possibilità di un emendamento: "L'eventuale rinvio dell'abolizione dei costi di ricarica sarebbe un abuso non tollerabile, gli operatori di telefonia mobile stanno oltrepassando il limite della decenza. Speriamo restino solo voci, se così non fosse saremo pronti ad usare ogni mezzo legale per far si che questo gioco sporco finisca. L'abolizione dei costi di ricarica - considera D'Ambra - è entrata nel pacchetto sulle liberalizzazioni per pura strumentalizzazione. Se avessero lasciato intervenire l'Agcom, a quest'ora l'obiettivo sarebbe raggiunto".

Il presidente dell'Authority Corrado Calabrò, a fine gennaio, aveva infatti dichiarato di aver avviato un procedimento che sarebbe dovuto sfociare in un provvedimento regolatorio entro metà febbraio. La soluzione era preferita da molti, in quanto il decreto legge - che ha il vantaggio dell'efficacia immediata - ha un intrinseco carattere di provvisorietà, dal momento che ha una validità limitata nel tempo e la sua mancata conversione in legge entro 60 giorni dalla sua promulgazione lo fa decadere automaticamente, insieme agli effetti prodotti dalla sua entrata in vigore.

Restano per il momento avvolti nel mistero i nomi dei parlamentari che nella commissione attività produttive della Camera si sarebbero detti disposti ad un rinvio. In ogni caso, il termine per la presentazione delle proposte di modifica cade alle ore 12 di domani, martedì. Il mistero, per allora, potrebbe essere svelato.

PuntoInformatico.it

FranceschinoPower

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martedì, febbraio 06, 2007

Oggi L'Africa festeggia i 60 anni di Bob Marley.

Il sei febbraio il compleanno della leggenda del reggae Maxi concerto ad Addis Abeba: attese 500 mila persone. «Il corpo del cantante non verrà riesumato»


L'Africa si prepara a festeggiare Bob Marley. Per la prima volta dalla morte del padre del reggae, scomparso nel 1981 a 36 anni, la città di Addis Abeba si prepara a celebrarlo. Per la leggenda della musica afro-giamaicana sono state organizzate cerimonie pubbliche e manifestazioni. La vedova dell'autore di 'No woman, no cry', Rita, cercava un luogo simbolicamente forte per l'anniversario della nascita di Marley, che il 6 febbraio prossimo avrebbe compiuto 60 anni..
Il 6 febbraio si terrà un concerto sulla piazza più grande di Addis Abeba, Meskel Square, che per l'occasione verrà completamente ritrutturata.
Lo show si inserisce in una serie di iniziative più ampie: un mese ricco di avvenimenti con un nutrito programma di manifestazioni, mostre fotografiche, di pittura, di artigianato e gastronomia, conferenze, dibattiti e film festival.
Ospite d´onore e speaker della manifestazione sarà il cantante Harry Belafonte. Tra gli artisti sul palco il 6 febbraio: oltre a Rita Marley, saranno presenti tutti i Marley, Ziggy, Cedella, Stephen, Julian, Damian, Kymani. Tra gli altri: gli I-Threes, Peter Gabriel, Gilberto Gil, Shaggy, Lauryn Hill, Youssou N´Dour, Angelique Kidjo, Aster Eweke, Femi Kuti, Third World, Baaba Maal, Carmen Consoli e molti altri.

Inizialmente, su molte testate musicali, appariva nelle news dell'evento la partecipazione del nostro Jova Nazionale. Al contrario, essendo impegnato con le registrazioni del suo ultimo album, il nostro Lorenzo non sarà presente al grande Concerto.


Auguri The King

FranceschinoPower

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giovedì, febbraio 01, 2007

Questo ed altro Per il mio PIANETA


Aderiamo tutti a questa inziativa facciamo i bravi..

Oggi si svolgerà un' importante iniziativa che parte dalla Francia promossa dal WWF, viste le condizioni ormai drastiche del pianeta siamo invitati tutti a prenderne coscienza, ma come possiamo farci ascoltare ... è semplice se il tuo pianeta ti sta a cuore, questa sera dalle 19:55 alle 20:00 tieni tutte le luci spente;
l'obbiettivo è quello di far abbassare per 5 minuti i consumi e quindi anche l'inquinameto in tutto il mondo più siamo e più verremo presi sul serio e forse anche se in ritardo saremo finalmente ascoltati.


PASSATE PAROLA


FranceschinoPower

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lunedì, gennaio 29, 2007

Questa si che è una bella notizia..Finalmente anche in Italia

Telefonia, c'è entusiasmo sul pacchetto Bersani

Il governo abolirà i costi di ricarica, la scadenza del credito prepagato e i vincoli contrattuali che legano gli utenti agli operatori di telefonia ed Internet. I consumatori festeggiano Vince la mobilitazione

Roma - Gli utenti gioiscono e la rete fa festa: telefonia, Internet e TV figurano fra i primi argomenti affrontati dal pacchetto Bersani, un complesso di misure che il Ministero per lo Sviluppo Economico dichiara di voler introdurre per tutelare consumatori e imprese. Tema di apertura del documento: il credito prepagato per telefoni cellulari, con esplicito riferimento alla petizione varata per abolirne i costi di ricarica.

"La trasparenza è d'obbligo - si legge nella nota - il costo della ricarica deve corrispondere al traffico telefonico acquistato". Il Ministero accende così il semaforo rosso "ai costi fissi e ai contributi per la ricarica di carte prepagate (anche via bancomat o in forma telematica) aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto".

È, a tutti gli effetti, l'accoglimento di quanto chiesto dalla petizione online varata la scorsa primavera da Andrea D'Ambra: nel comunicato diffuso dal Ministero si legge infatti: "Il governo risponde alla petizione dei consumatori alla Commissione UE che ha ormai superato le 810mila firme". E D'Ambra, nell'esprimere la sua soddisfazione per il raggiungimento di questo obiettivo, comunica che Generazione Attiva, l'associazione di difesa dei consumatori di cui è presidente, già apre il nuovo fronte di battaglia: assisterà i propri iscritti nella richiesta di rimborso per tutti i costi di ricarica sostenuti finora.

Sempre nel comunicato del Governo, nelle righe immediatamente successive al paragrafo sui costi di ricarica, si legge un'altra novità non trascurabile: "Il credito telefonico delle carte prepagate non può più avere una scadenza (oggi è generalmente pari a 12 mesi)". Si introduce così un concetto di credito prepagato che non si estinguerà (né si rivaluterà) con il passare del tempo. E questo farà sicuramente piacere, innanzitutto, a chi effettua ricariche di rado, come coloro che possiedono un cellulare solo per essere rintracciabili, generando quindi un traffico telefonico irrisorio. Ma è verosimile che questo non dispiacerà, in futuro, a quanti sfrutteranno il proprio telefono cellulare come strumento di pagamento, utilizzando il proprio credito residuo come alternativa meno costosa alle funzionalità offerte dai telefonini abilitati al mobile payment (di prossima introduzione anche da parte di Wind).

Sempre in tema di telefonia, Internet e TV, il pacchetto Bersani prevede più libertà, per i consumatori, di recedere dai contratti che li legano agli operatori. "Salta l'obbligo per gli utenti - spiega il comunicato - di restare fedeli agli operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: i contratti di adesione stipulati con tali operatori devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto in qualsiasi momento e senza spese non giustificate da costi dell'operatore (alcuni operatori oggi impongono la fornitura del servizio per 12 mesi). Gli operatori non possono, inoltre, imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni". L'attuazione delle nuove disposizioni, e l'applicazione delle sanzioni in caso di inadempienza, saranno compito dell'Agcom.

Una questione bollente, in particolare per gli utenti ADSL che lamentano disservizi e che spesso si trovano incastrati in contratti a lunga scadenza loro malgrado. Ma attenzione, avverte Stefano Quintarelli sul suo blog: "I vincoli attuali sono tutti giustificati, temo (al limite salvo Telecom Italia quale detentore della rete che fornisce in ULL) e chi decide se il vincolo che Telecom si pone a se stessa e pone agli altri operatori è giustificato?".

Non si dovrà aspettare il lungo iter di un disegno di legge: per affrontare questi aspetti (ed altri, in tema di trasporti, assicurazioni, mutui immobiliari, accessibilità di attività commerciali ecc.) il pacchetto Bersani sarà adottato con decreto legge: appena entrato in vigore gli operatori dovranno adeguarsi entro il termine di 30 giorni.

FranceschinoPower

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giovedì, gennaio 18, 2007

Siate curiosi siate folli
di Steve Jobs

Ringrazio Giordano per avermi segnalato l'articolo,ho voluto postarlo perchè a me è piaciuto molto,spero piaccia anche a voi..Questo articolo è stato preso dal sito dell'Espresso..

Nella vita le sconfitte sono le svolte migliori. Perché costringono a pensare in modo diverso e creativo. Il credo del capo di Apple

Voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie. La prima storia è su una cosa che io chiamo 'unire i puntini' di una vita. Quand'ero ragazzo, ho abbandonato l'università, il Reed College, dopo il primo semestre. Ho continuato a seguire alcuni corsi informalmente per un altro anno e mezzo, poi me ne sono andato del tutto. Perché l'ho fatto? è iniziato tutto prima che nascessi. La mia mamma
biologica era una giovane studentessa universitaria non sposata e quando rimase incinta decise di darmi in adozione. Voleva assolutamente che io fossi adottato da una coppia di laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare sin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però, quando arrivai io, questa coppia - all'ultimo minuto - disse che voleva adottare una femmina. Così, quelli che poi sarebbero diventati i miei genitori adottivi, e che erano al secondo posto nella lista d'attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?". Loro risposero: "Certamente!". Più tardi la mia mamma biologica scoprì che questa coppia non era laureata: la donna non aveva mai finito il college e l'uomo non si era nemmeno diplomato al liceo. Allora la mia mamma biologica si rifiutò di firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accettò di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college. Questo è stato l'inizio della mia vita.

Così, come stabilito, parecchi anni dopo, nel 1972, andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno troppo costoso, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi non riuscivo a trovarci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta una vita.


Così decisi di mollare e di avere fiducia, che tutto sarebbe andato bene lo stesso.

Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso in vita mia.

Nel momento in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a entrare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca-Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e potermi comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio degli Hare Krishna: l'unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all'epoca offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del Paese. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri con e senza le 'grazie', capii la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, compresi che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era bello, ma anche artistico, storico, e io ne fui assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose, però, aveva alcuna speranza di trovare un'applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo per il Mac. è stato il primo computer dotato di capacità tipografiche evolute. Se non avessi lasciato i corsi ufficiali e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente, all'epoca in cui ero al college era impossibile per me 'unire i puntini' guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all'indietro.

FraneschinoPower

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sabato, gennaio 13, 2007

www.perchenonaccada.org


Nei giorni scorsi una mail e un commento di uno sconosciuto mi hanno portato a parlarvi di questa inziativa sociale alla quale io vi invito a partecipare..
Ringrazio Annalise e lo sconosciuto che ha commentato il mio post per l'informazione..
Leggete molto attentamente e se possibile aderite..io personalmente l'ho già fatto postandovi questo articolo nella speranza che venga letto da molti..

ADERISCI ANCHE TU A QUESTA IMPORTANTE CAMPAGNA!

Campagna di informazione culturale e sociale sul tema ADHD

Questa campagna di informazione culturale vuole fornire un’ampia e dettagliata informazione sul tema ADHD(*) ma soprattutto fornisce gli strumenti di valutazione indispensabili affinché ognuno possa farsi un’opinione personale e decidere in modo informato e responsabile se l’ADHD è una malattia o un artefatto
* Cos'è l'ADHD?

ADHD significa letteralmente Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che in lingua italiana diviene “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”.

Se un bambino è distratto, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale e di conseguenza “trattato” con psicofarmaci che ricadono nella categoria degli stupefacenti.

Per saperne di più clicca qui: ADHD

Visitate il sito e aderite anche voi all'iniziativa mi raccomando

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mercoledì, gennaio 10, 2007

iPhone e' tra noi: semplicemente il futuro


Per Foto + dettagliate clicca qui

Per altre info e immagini visitate il sito: www.apple.com/iphone

Per il video della presentazione dell Iphone al MacWorld Keynote 2007 clicca qui


L'attesa è stata per mesi straziante, ma alla fine siamo stati tutti premiati. Ci aspettavamo un iPod widescreen e un telefono cellulare con la mela, ma alla fine abbiamo avuto il tutto in tutt'uno.

Presentato durante il passato Keynote del MacWorld, l'iPhone si promette di diventare una pietra miliare per l'evoluzione del settore tecnologico. Lo stesso Steve Jobs ha confessato di aver aspettato ben 2 anni e mezzo prima della presentazione e probabilmente ne è valsa la pena.

l'iPhone è arrivato ed è rivoluzionario come si pensava: musica, Internet fonia, tutto in un solo dispositivo. Il suo aspetto è molto simile a quello dei tanti disegni e schizzi che nei mesi scorsi si erano visti su Internet, solo che allora si pensava che si trattasse dell'iPod con schermo wide. Invece lo schermo wide c'è, ma per supportare il più intelligente dei telefoni dentro al quale batte il sistema operativo di Apple, una versione speciale ma perfettamente in grado di supportare ogni tipo di applicazione.

Guardate le specifiche tecniche e fatevi gli occhi:

Grande 115 x 61 x 11,6 millimetri (cioè poco più di un iPod Video), ha un peso di 135 grammi. Si può notare a colpo d'occhio il suo grande schermo da 3,5 pollici con la risoluzione da 320 x 480 pixel con 660 ppi. Sul retro trova spazio una fotocamera da 2 Megapixel.
Il suo funzionamento si basa su 3 tecnologie basi:

1) Touch Screen multipunto. Apparso come brevetto qualche mese fa, il touch screen multipunto permette di utilizzare più dita contemporaneamente. In questo modo sparisce il bisogno di utilizzare una stilo come succede per i palmari.

2) Sensori. I 3 sensori permettono un utilizzo più interattivo con l'iPhone. Uno si occupa di tarare la luminosità dello schermo in base alla luce esterna, un altro si occupa di spegnere il telefono quando questo è allontanato dalla guancia e altri si occupano di calcolare l'avvicinamento delle dita allo schermo.

3) SMS (Sudden Motion Sensor). Il sistema è già utilizzato nei portatili. Nell'iPhone permetterà di orientare automaticamente lo schermo (in verticale o orizzontale) a seconda di come lo teniamo tra le mani.

La sua forma è molto semplice. Al centro troneggia un unico pulsante. La prima domanda che ci si pone è: e la tastiera dov'è? In realtà non c'è. L'iPhone è polivalente. Appare il click wheel quando si ha bisogno della funzione iPod, la tastiera QWERTY quando si ha bisogno di scrivere, il cursore quando si ha bisogno del mouse. A detta di Steve Jobs l'utilizzo è molto preciso grazie alla presenza dei sensori che aiutano durante l'utilizzo, ad esempio i tasti si ingrandiscono all'avvicinamento delle dita.

L'interfaccia è molto intuitiva con l'ausilio di schermo sensibile al tocco e le icone, non per niente è stato utilizzato Os X in una versione mobile.

Le telefonate sono gestite da molti punti del telefono: dalla rubrica, dal calendario, dagli sms e così via. Durante la telefonata è possibile utilizzare varie funzioni, come ad esempio la conferenza.
Tra le possibilità troviamo anche una segreteria telefonica che prende il nome di Voicemail.

La gestione dei messaggi sms è evoluta. Non solo potremo utilizzare una tastiera QWERTY anzichè il noto sistema T9, ma l'organizzazione assomiglia molto a una sessione di iChat: i messaggi, anche quelli vecchi, verranno incolonnati in una forma di chat in modo da avere sempre presente il dialogo che si stava avendo, senza la necessità di andare a scovare gli sms mandati in precedenza.

Attraverso la fotocamera integrata da 2 Megapixel è possibile scattare delle foto, oppure importarne altre attraverso la sincronizzazione con iTunes.
La gestione delle foto assomiglia un pò a quella che si può trovare in iPhoto a schermo intero.
Innanzitutto è possibile sfogliarle spostando il dito sullo schermo, come se si sfogliassero delle foto reali. Lo zoom è innovativo: basta utilizzare due dita sullo schermo per allargare o restringere l'immagine. Ruotando il dispositivo, inoltre, è possibile orientare l'immagine in orizzontale o verticale.
Ogni foto è possibile utilizzarla come sfondo del dispositivo, allegarla in una e-mail e collegarla a un contatto della rubrica.

Grande rilievo è data alla possibilità di accedere ad Internet, soprattutto con l'uso del Wi-Fi.
All'interno dell'iPhone troviamo una versione mobile del veloce Safari, il browser della Mela. Esso è stato ottimizzato per la lettura sullo schermo da 3,5 pollici. E' possibile effettuare lo zoom, ad esempio, dando due colpetti di polpastrello sulla sezione dello schermo interessata. La lettura in verticale diviene molto più agevole, basta girare il dispositivo. All'interno del browser troviamo il supporto ai bookmarks e alla multipagina. La collaborazione con Google è visibile anche in questo punto, il motore di ricerca è infatti integrato nell'interfaccia.

La gestione della posta elettronica è resa possibile da un programma che assomiglia molto a Mail di Apple. Il supporto è completamente HTML e i protocolli utilizzati sono POP3 e IMAP.
Grazie alla collaborazione di Google e Yahoo, l'accesso ai rispettivi servizi di Gmail e Yahoo Mail è stato facilitato.

All'interno troviamo anche il supporto a Google Maps. La navigazione tra le mappe è possibile sia in forma cartografica che con l'ausilio di foto satellitari. In questo modo potremo trovare un negozio, un museo, un cinema o altro a noi più vicino e telefonare direttamente con l'iPhone in modo da chiedere informazioni o prenotare servizi.
Dovrebbe essere anche presente la funzione, non ancora confermata, di auto segnalazione sulla mappa. Il telefono dovrebbe essere in grado di fornirci la nostra esatta posizione tra le mappe di Google.

Riprendendo un programma di Tiger, Dashboard, iPhone è in grado di visualizzare i widget e aggiornarli con internet. Ad esempio è possibile osservare l'andamento in borsa dei titolo o vedere le previsioni atmosferiche proprio come succede in Dashboard.

Il telefono è un quadriband EDGE con supporto al Wi-Fi (802.11b/g) e Bluetooth 2.0.

L'autonomia permette 5 ore in conversazione e 16 ore di normale utilizzo, come, ad esempio, la riproduzione di un video.

Gli auricolari sono di due tipi: uno con il filo e incorpora un microfono, l'altro completamente bluetooth.

L'iPhone sarà venduto in due modelli disponibili da giugno negli USA:

4 Gb al prezzo di 499,00 dollari
8 Gb al prezzo di 599,00 dollari

Il sito avverte che questi prezzi sono da associare a 2 anni di contratto con Cingular, il gestore telefonico più grande degli USA che attualmente ha accordi con Apple. Quindi non si conoscono i prezzi di vendita in Europa quando sarà commercializzato da settembre di quest'anno. In Asia sarà in vendita dal 2008.

Non ancora in possesso di una licenza per la costruzione di dispositivi telefonici, Apple potrebbe, e lo spero, apportare alcune modifiche all'iPhone come il supporto dell'UMTS e uno storage più ampio. (Speriamo)

Mi scuso per la lunghezza del post ma la notizia meritava...

FranceschinoPower

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giovedì, dicembre 14, 2006

La rete è al collasso.... L'internet italiana è in ginocchio.. Tutta colpa dei virus

Da alcuni giorni irraggiungibili alcuni siti,si naviga a singhiiozzo..Ecco perchè e come agire

La notizia è presa da PuntoInformatico.com penso che ci potrà essere d'aiuto

L'internet italiana è in ginocchio: sono giorni di malcontento, di proteste che affollano forum e gruppi di discussione. Problemi a navigare sui siti, pagine che non si aprono o lo fanno dopo minuti di attesa. Decine di tentativi prima di inviare una e-mail. Il tutto sembra avvenire ovunque in Italia e con i principali operatori. "È vero, ma non è colpa nostra: la causa è un'epidemia di malware, spyware e adware che sta colpendo i server Dns di tutti gli operatori", dicono da Telecom Italia. Tradotto: molti utenti hanno computer infetti da file cattivi, parenti dei virus informatici: spyware e adware, appunto. File che generano traffico all'insaputa degli stessi utenti, aprendo connessioni con altri computer, inviando e-mail. Lo fanno di solito a scopi di marketing, per monitorare le abitudini di navigazione degli utenti o per inondarli di pubblicità. In questo moto, intasano con un surplus di richieste i server Dns degli operatori.

I Dns sono come le rubriche telefoniche del web. I computer le consultano ogni volta che l'utente digita l'indirizzo di un sito web su un browser o usa un altro servizio internet basato su un nome a dominio, come la posta elettronica. I Dns danno al computer la direzione giusta per raggiungere il computer che può fornire quel servizio, in base al nome a dominio digitato (per esempio si raggiunge così il computer dove è collocato il sito web richiesto). Ma se ci sono troppi computer che vogliono consultare queste rubriche, perché manipolati da spyware e adware, è ovvio che il traffico sul web diventa come sulle autostrade durante l'esodo di agosto: a rilento, a passo d'uomo o proprio bloccato.
Per citare solo le proteste di ieri e di oggi: "E' il quarto giorno che l'Adsl è collassata. Per mandare un e-mail occorrono 20 tentativi e tutto il resto è fermo come un sasso. Il problema interessa un intero Paese e perfino le banche hanno problemi con le linee dati", scrive su un gruppo di discussione un utente umbro. "Da qualche giorno fatico a navigare, due volte su tre non apre le pagine e anche la posta ha problemi", aggiunge Andrea S. "Sembra un problema nazionale perché ho lo stesso a Napoli", conferma un utente che si firma Samanta. "Da un paio di giorni ho enormi problemi con la connessione... a volte lentissima, a volte non apre neppure i siti più comuni (Google)", scrive un utente da Genova.

La cosa sta dando parecchio fastidio, quindi, a utenti e aziende. "Siamo già intervenuti con contromisure sui nostri server, ma potrebbero esserci ancora problemi in alcune zone", dicono da Telecom.

Eppure la soluzione è a portata di mano: basta riconfigurare le opzioni Dns sul proprio computer. Facile, anche se l'utente comune non lo sa. Su Windows, bisogna cliccare su Start/Impostazioni/Pannello di Controllo e poi entrare in Connessioni di rete. Qui cliccare con il tasto destro sul nome della connessione in uso, poi su Proprietà (dal menu che appare) e, nella nuova finestra, selezionare Protocollo Internet (TCP/IP) e clic su Proprietà. Il consiglio è attivare l'opzione Utilizza i seguenti indirizzi server DNS. A questo punto si possono usare gli Open Dns (http://www.opendns.com). A differenza degli altri Dns, quelli Open non sono gestiti da nessun operatore in particolare ma sono distribuiti sul territorio e hanno anche funzioni aggiuntive: avvisano se l'utente è finito su un sito-truffa. Per usare gli Open Dns bisogna compilare quei campi con questi numeri: 208.67.222.222 (DNS primario) e 208.67.220.220 (DNS secondario). Così ci si emancipa dai problemi che a periodi possono colpire i Dns italiani.

FranceschinoPower

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martedì, dicembre 12, 2006

P2P, non chiamateci pirati


La manifestazione di Milano ha ottenuto l'adesione delle comunità online e di alcuni soggetti politici: un corteo per chiedere al Governo di legalizzare lo scambio senza fini di lucro di file protetti da diritto d'autore

C'è soddisfazione nelle parole con cui gli organizzatori ne parlano a Punto Informatico: nel capoluogo lombardo domenica scorsa si è tenuta la prima manifestazione di piazza contro la normativa antip2p italiana, la famigerata Legge Urbani, un'occasione per sottolineare pubblicamente che scambiare file protetti da diritto d'autore non significa rubare se lo si fa senza fini di lucro.

All'evento organizzato da Scambio Etico hanno aderito molte diverse realtà Internet, utenti e soggetti politici. Oltre alla presenza di alcuni radicali ha partecipato anche la Sinistra giovanile della Lombardia. Una partecipazione che ha consentito ai promotori di accedere ai locali di una sede DS di cui hanno accesso d'uso per tenere come da programma l'assemblea costituente di Scambio Etico, associazione che intende contribuire a riavviare il dibattito sul futuro del diritto d'autore nell'era digitale.

Altre immagini dell'evento milanese sono disponibili su Colombo. Un video della manifestazione realizzato da PCpiùfacile è stato invece pubblicato su YouTube

Immagini
Video


FranceschinoPower

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lunedì, dicembre 11, 2006

La rivoluzione dei collegamenti senza fili. Negli Usa accesso libero, l’Italia in ritardo


L’articolo che segue è stato preso dal Corriere della Sera ed è stato scritto da Beppe Severgnini.
Ve lo propongo perchè mi sembra abbastanza interessante.

Girano per Milano in auto, tre o quattro ragazzi insieme, col computer sulle ginocchia
. Quando trovano una rete wireless non protetta — e sono molte! — s’attaccano a internet: scaricano, spediscono, lavorano. Illegale, probabilmente: chiamateli «Wi-Filibustieri», se volete. Ma provate a pensare se, in quelle scorribande notturne, non è nascosta una lezione. Usando fantasia e tecnologia, l’Italia arrugginita forse può sbloccarsi un po’. Iniziamo da capo, così può seguirci anche chi sa poco di computer. «Wireless» vuol dire «senza fili»: un sistema di comunicazione tra dispositivi elettronici che usa onde radio a bassa potenza, e non ha bisogno di cavi. In questo modo i computer (quasi tutti, ormai) possono accedere a Internet facilmente, continuamente e a grande velocità. Basta un punto di accesso (hotspot) collegato a una rete locale (WLAN), ed è fatta. Tra agosto e ottobre ho girato dodici città e università negli Stati Uniti: vi assicuro che la tecnologia wireless sta cambiando la vita, lo studio e il lavoro (undici anni fa, su queste pagine, ripetevo che l’email aveva quel potere: e qualcuno non ci voleva credere). Alberghi, stazioni, aeroporti, luoghi di ritrovo: negli Usa hanno capito che fornire accesso libero alla rete è poco costoso, utile e commercialmente astuto. La catena Starbucks, per esempio, offre connessione wireless a banda larga perché questo porta clienti nei suoi caffè.
La notte, i colleges americani — da Princeton al Vermont, da Yale a Seattle — sono pieni di ragazzi incollati a internet. Andate all’università di Pavia alle due di notte, chiedendo una rete wireless. Se va bene, chiamano la polizia. La bellezza degli antichi cortili sul Ticino è incompatibile con queste novità? E chi l’ha detto? Secondo me, se aprissero di notte, Alessandro Volta scenderebbe dal piedestallo e chiederebbe un portatile. Lo stesso vale per le altre «P Cities» accademiche che il mondo c’invidia: Pisa, Padova, Perugia, Parma, Piacenza. Più avanti è la Bocconi, ma a tutt’oggi—m’informa Mauro Poloni, direttore dei Sistemi informatici —gli impianti wireless sono riservati ai partecipanti ai master Sda (entro gennaio il servizio verrà esteso alla facoltà in via Sarfatti e al Velodromo). L’ingegner Poloni ha una figlia, brava e sveglia, appena rientrata dagli Usa: chieda a lei quant’è semplice laggiù. Voi direte: non possiamo confrontarci con gli Stati Uniti! Bene: allora confrontiamoci con l’India, dove hanno capito che la rete wireless permette di saltare le carenze di infrastrutture (strade insufficienti, città caotiche, reti fisse spesso inesistenti); o con la Scandinavia, dove la tecnologia ha eliminato gli svantaggi della periferia geografica. Poiché come periferia e infrastrutture non siamo messi meglio, perché non tentare soluzioni simili?
Gli italiani hanno voglia di fare, e potrebbero adottare le nuova tecnologia in modo entusiasta, come hanno fatto coi telefoni cellulari. Un’utopia? Forse: ma ditemi cos’altro ci resta. In un’economia bloccata dagli egoismi di gruppo, in cui l’unica novità di successo è stata la fuga di massa (questo, non altro, sono le «medie imprese internazionalizzate » lodate dagli economisti), bisogna inventare qualcosa. Le caratteristiche nazionali— individualismo, intuizione, creatività, socievolezza, ambienti urbani gradevoli — si sposano bene con un sistema che permette di lavorare, produrre, comunicare 24 ore al giorno, dovunque. In Italia oggi ci sono 2.600 hotspot (punti di accesso), ma non bastano. Non solo: salvo eccezioni, sono utilizzabili solo dopo una registrazione. Il decreto Pisanu antiterrorismo (luglio 2005) impone infatti d’identificare tutti gli utenti di una connessione Internet (come se il terrorismo l’avessimo solo noi!). La burocrazia che ne è seguita ha indotto alberghi e luoghi pubblici a lasciar perdere, pensando «Chi ce lo fa fare?». Ve lo dico io, chi ve lo farà fare: la clientela, che chiederà «Avete il wireless? «. In caso di risposta negativa o plateale ignoranza («Uairles?È una cosa che si mangia?»), andrà da un’altra parte. Un’altra difficoltà è legata agli operatori, che considerano il wireless un business come un altro. Telecom, Vodafone e Wind si vantano d’aver moltiplicato i punti d’accesso e lemodalità d’adesione: ma sempre di accesso a pagamento si tratta, e di eventuale, costoso roaming con i partner. Perché Telecom, Vodafone&C non rendono il servizio gratuito? Una prova di generosità potrebbe diventare un segno di lungimiranza, e un piccolo atto di penitenza: l’odioso «costo della ricarica» è un’esclusiva italiana, e ha fruttato agli operatori un miliardo solo nel 2005. Non sarebbe un bel gesto, offrire wireless gratuito per oliare un Paese arrugginito?

FranceschinoPower

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domenica, dicembre 10, 2006

Sparate questo commesso per favore
Sentite questa storia..


Entro in un centro commerciale e mi avvicino ad un commesso del reparto di elettronica chiedendo se hanno accessori per iPod. Il commesso si illumina e mi mostra una bacheca piena di lettori cinesi e simili di MP3 dicendomi:
"Qui troverà tutti gli iPod di tutte le marche che vuole con i relativi accessori. C'è l'iPod della marca X, quello della marca Y, e anche iPod di altre marche meno conosciute".
Lo guardo sbalordito e gli dico che l'iPod è solo quello che fa Apple e lui:
"ma iPod non significa lettore MP3 come una volta Walkman era il nome di qualsiasi lettore a cassette?".....Cosa?
A parte la manifesta ignoranza del commesso noto che ormai il termine iPod è più noto degli stessi modelli... in pratica è entrato nel "Mito"....

Tevac.com

FranceschinoPower

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lunedì, novembre 27, 2006

Il P2P non è un crimine, è una grande risorsa culturale.

Clicca sull'immagine per firmare la petizione

Scaricare gratis da internet non è un furto come vogliono far credere alcuni gestori del diritto d'autore, Scambio Etico si oppone a questo modo pensare ed alle leggi che hanno trasportato nel penale questo comportamento. Ci stiamo organizzando ed il 10 dicembre 2006, a Milano, costituiremo una Associazione con lo scopo di legalizzare il file sharing.


In occasione dell'Assemblea Costituente di Scambio Etico è indetta, sempre a Milano, una manifestazione per sollecitare i Parlamentari Italiani ad abolire le norme introdotte alla legge sul diritto d'autore dal decreto Urbani e dalle successive modifiche. Vieni anche tu a manifestare per richiedere la legalizzazione dello scambio via internet e senza scopo di lucro delle opere tutelate dal diritto d'autore. Vieni anche tu a manifestare contro questa legge che rende un reato penale il file sharing.

Visitate il sito è molto interessante ...
il File Sharing è una causa che ci tocca tutti da vicino..

Questo è il primo post fatto con il Nuovo MacBook,
a breve vi prometto un post dedicato interamente a lui con tanto di foto dell'arrivo ...Ci stò lavorando per presentarvelo


FranceschinoPower

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sabato, novembre 18, 2006

Skype 3.0 è online

Skype ha immesso in rete la versione 3.0 beta del proprio client per la fonia VoIP. Poco meno di 20Mb di download aprono al test che il gruppo consiglia solo agli utenti interessati in quanto la versione non promette ancora totale affidabilità e particolari problemi sono ammessi fin da subito anche nella cronologia delle novità esplicata sul sito ufficiale.

Le novità di Skype 3.0


La prima novità la si coglie immediatamente: l'interfaccia grafica è visibilmente cambiata rendendo più ordinate le chat e maggiormente leggibili alcune parti testuali. Non si tratta di un cambiamento radicale, ma la cosa offre con tutta evidenza alla GUI un ordine più pulito. Le novità maggiori, però, sono interne al funzionamento del client e vanno oltre la semplice risoluzione di una serie di piccoli bug identificati soprattutto a livello di API.

Skype 3.0

Skype 3.0
La nuova funzione Skypecast

La maggiore novità della nuova beta è rappresentata dalle chat pubbliche, opzione attivabile da comando del menu tramite cui il creatore di una sessione di chat può scegliere l'argomento, moderare la discussione ed eventualmente limitare l'accesso a pochi partecipanti. Spiega il comunicato ufficiale: «le Chat Pubbliche possono essere rese note inserendo dei semplici link e banner nelle firme delle mail, nei blog, forum, siti web o anche nei messaggi di stato di Skype. Il comunicato aggiunge una nota relativamente una ulteriore novità: «la nuova versione rende più semplice chiamare i telefoni tradizionali quando si naviga in internet con un solo click. Click-to-Call è un sistema automatico che riconosce i numeri di telefono presenti sia sulle pagine web visualizzate con Explorer che con Firefox. Click-to-Call permette agli utenti Skype di chiamare direttamente, da qualunque sito web, usando SkypeOut».

Io l'ho già installato e devo dire che il programma è cambiato un pò nella sua interfaccia grafica,in firefox c'è il link diretto per chiamare i numeri delle pagine Web e la versione 3.0 anche se una beta mi sembra stabile..La funzione skypecast sempbra essere molto interessante anche se per ora i canali sono per lo più inglesi...A breve prometto un canale di questo blog..

Io consiglio di scaricarlo.. Download

FranceschinoPower in attesa del suo Macbook ...

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giovedì, novembre 16, 2006

Cosa? Zune non supporta Windows Vista???
E' uno scherzo?


Impossibile? A quanto pare no, poichè alla Microsoft hanno preferito lanciare sul mercato lo Zune in tempo per le festività natalizie piuttosto che aspettare che tutto fosse pronto alla perfezione.

Pe ora Zune non supporta Windows Vista. La curiosa scelta attuata da Microsoft di non rendere compatibile il suo più recente prodotto harware con il sistema operativo in arrivo tra qualche settimana é testimoniata da diversi siti, tra i quali anche AppleInsider che pubblica una eloquente schermata.

Provando a collegare il player ad un computer dotato della più recente release di Vista installando il software di corredo, si ottiene infatti un messaggio d'errore dal quale si apprende che il "sistema operativo non è al momento supportato in Zune" Se si vuole seguire il consiglio che appare assieme al messaggio d'errore e consultare la documentazione acclusa, si scopre che in effetti Vista non é tra i sistemi operativi compatibili.

Le ragioni di questa scelta non sono chiare. Si può ipotizzare, ad esempio, che al momento del lancio di Vista Zune possa avere nuove funzioni non ancora rilvelate e non compatibili con Windows Xp.


Se ve lo state chiedendo, la foto che fa da sfondo (abbastanza inquitante secondo me) non è il desktop dell'utente, ma la foto scelta come default da Microsoft per l'installazione dello Zune su Vista.

Curiosità..

Nel primo giorno di disponibilità reale di Zune poco interesse e poche vendite. I clienti snobbano il player e continuano a comprare iPod. Ma Microsoft conta sui tempi lunghi.

Sapete quanti iPod Apple vende ogni minuto?
No?
Beh, quelli di iLounge hanno fatto il conto.

Nel 2006 ne sono stati venduti, finora, oltre 39 milioni. Sono oltre 106 mila al giorno.
Sono quasi 30 ogni minuto.
Impressionante, eh?
E considerate che non è ancora arrivata la stagione degli acquisti di natale!

Dimenticavo: probabilmente vi siete soffermati su questo post circa 2 minuti durante i quali Apple ha venduto circa 60 iPod, con un incasso che si aggira attorno ai 12000 Euro..


Questo invesce è Steve Ballmer dirigente esecutivo Microsoft per l'uscita di Zune che esulta per la notizia... :-)))

Zune l'anti Ipod...Parliamone

Un saluto:Steve Ballmer,alla schermata d'installazione di Zune,a Microsoft,al mio Ipod e alla rete che mi dà la possibilità di tenerlo sempre aggiornato..

FranceschinoPower

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martedì, novembre 14, 2006

Compra Formaggio Ferrari e vinci un iPod

Il produttore di formaggi Ferrari mette in palio un iPod al giorno tra tutti i suoi clienti. Ecco come si vince.


Chi compra formaggio Ferrari può vincere un iPod. Il concorso che coinvolge tutti i clienti dei prodotti della società del lodigiano si svolge in maniera molto semplice: basta comprare una confezione di formaggio grattugiato e le "Noci di formaggio", poi, nel momento in cui si avrà il prodotto tra le mani si dovrà telefonare al numero 06.54547575 comunicando i riferimenti che si trovano sullo scontrino (numero del documento fiscale e numero del misuratore fiscale) per avere la possibilità di accedere al concorso.

Gli iPod in palio sono i vecchi modelli da 1 GB; in tutto si tratta di 120 lettori, uno al giorno, dal 15 ottobre (data di inizio del concorso) fino al 14 febbraio del 2007.

In palio ci sono anche quattro crociere Carnival della durata di 12 giorni.


La gente non sa più cosa inventarsi...Gli Ipod però vanno sempre.....

FranceschinoPower

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